Trento Malaria: Sofia Zago morta all'ospedale di Brescia dopo il Santa Chiara

Lester Mason
September 5, 2017

La famiglia, infatti, nei mesi scorsi non si era recata all'estero o comunque in Paesi a rischio. La piccola, secondo quanto appreso, non sarebbe mai stata in un Paese malarico e la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia. Ma la piccola di 4 anni, durante Ferragosto, si era sentita poco bene ed era stata ricoverata nello stesso ospedale di Trento che ospitava bambini africani affetti dalla malaria nel reparto di Pediatria. Immediate le prime cure ed il trasferimento in elicottero a Brescia presso il reparto malattie tropicali.

La Procura di Trento e quella di Brescia hanno aperto due inchieste sulla morte di Sofia. Resta però da capire come e dove, la piccola Sofia, abbia contratto la malaria cerebrale. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. Nei casi più gravi, il decesso può subentrare entro 24 ore.

Al momento non si esclude che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagaglio. Figlia di una coppia italiana residente a Trento, è arrivata in condizioni gravissime a Brescia dall'ospedale della sua città. Claudio Paternoster, primario di malattie infettive della struttura ospedaliera di Trento, proseguendo "con i servizi di veterinaria e igiene pubblica cercheremo di comprendere le ragioni del caso, andrà fatta un' indagine". Andranno prelevati campioni di zanzare e esaminati. "Tuttavia il Trentino, per la sua latitudine, non ha mai avuto problemi nemmeno nel passato remoto". Sofia era stata portata al Pronto soccorso pediatrico del Santa Chiara a Trento sabato 2 settembre. E' escluso anche il contagio attraverso oggetti o persone infette in quanto serve l'inoculazione. Una bimba di 4 anni è stata stroncata dalla patologia. Non che questo spieghi nulla: non basta stare nella stessa stanza con chi è ammalato di malaria, per ammalarsi a propria volta.

Un caso "criptico" e quindi "rarissimo" quello della piccola Sofia.


Stando alle prime ricostruzioni, la bimba aveva cominciato a soffrire di febbre alta da lunedì scorso. Perché se la diagnosi sarà confermata ci si troverebbe di fronte a un raro caso di malaria "autoctona". "Ho telefonato stamattina ai genitori della bimba, per esprimere tutta la mia solidarietà in questa vicenda drammatica che ha colpito non solo loro, ma tutto il Trentino". "I nostri veterinari, interpellati, dicono che un'altra zanzara, nostrana, non può farsi vettore, anche se ha punto malati".

Molte le ipotesi in campo, sulle quali è stata aperta un'indagine da parte della magistratura bresciana.

"Siamo davanti ad un caso eccezionale", ha detto il professor Alberto Matteelli, esperto in malattie tropicali.

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